Un re e la sua corona bianca protetta da due santi: l’asparago di Bassano

C’era una volta un re che aveva una corona bianca. Il suo regno sorgeva ai piedi dei monti, dove corre l’Acqua della Brenta. Oggi di quel re resta la corona, che nasce sotto terra, al riparo dai raggi del sole. Ed è cinta da una stroppa, che in lingua veneta è il germoglio del salice. Questa è la storia dell’asparago bianco di Bassano del Grappa, che è ritenuto il re degli asparagi per il suo gusto, le sue caratteristiche e per i metodi di coltivazione.

L’asparago di Bassano viene infatti coltivato tenendolo al riparo dalla luce del sole, in modo che il turione – la parte che si mangia – rimanga candido: queste particolari attenzioni rendono il gusto dell’asparago bassanese allo stesso tempo dolce e amaro, mantenendo la polpa tenera e mai fibrosa.

Questa corona bianca è anche protetta da due santi, perché la stagione dell’asparago va da San Giuseppe a Sant’Antonio: dal 19 di marzo al 13 di giugno il prodotto esprime, con le dovute fluttuazioni legate al clima, tutte le sue potenzialità. D’altronde ne erano ghiotti i veneziani fin dall’antichità, e da centinaia d’anni l’asparago bianco di Bassano è venerato dagli Insaziabili di mezzo mondo.

L’asparago e il ponte vecchio di Bassano

Attenzione, però, perché l’asparago bianco va confezionato rigorosamente a mano con grande attenzione in mazzi composti da turioni scelti dalle sapienti mani dei coltivatori del bassanese. Per comporre questi mazzi viene usato un supporto in legno e metallo, che accoglie solo il meglio della produzione. Poi il “masso de sparasi” viene legato con una stroppa di salice e il gioco è fatto: bello, buono e tradizionale.

Come si gusta al meglio? C’è solo l’imbarazzo della scelta: lessato o al vapore, assieme alla celebre salsa di uova sode, olio e aceto. Oppure nel risotto, al quale dona un sapore inconfondibile. O come accompagnamento di piatti a base di carne e pesce. E naturalmente è fantastico anche da solo, e non potrebbe essere altrimenti per il re dalla corona bianca cinta di stroparo.

Un sovrano il cui reame sorge ai piedi delle montagna, in una terra baciata dal sole, dall’acqua della Brenta e dalla bellezza, dal Palladio e dal Canova, dall’arte e dalla cultura, dalla guerra e dalla resistenza. Fateci un salto e chiedete dell’asparago bianco di Bassano, verrete trattati da re.

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