Piovono Polpette

Ce l’hanno insegnato da bambini.

“Al ristorante non si ordinano mai le polpette”

“Perché?”

“Perché ci buttano dentro gli avanzi dei giorni precedenti”.

Le mamme la sapevano lunga, perché erano le prime a utilizzare gli avanzi dei giorni precedenti per imbastire un platò di polpette in grado di sfamare un esercito. Ne parlo al passato perché oggi non c’è più neanche il tempo di fare le polpette in casa e si comprano direttamente in supermercato. Gli avanzi si buttano nell’umido e tanti saluti.

L’insegnamento sull’origine delle polpette e sulla poca serietà dei ristoranti di una volta radicava rapidamente in noi, e la proposta dello sventurato cameriere che proponeva polpette come secondo veniva cassata con l’aria di chi la sa lunga: a noi non la si fa, caro spacciatore di avanzi!

“Vabbè – alzava le spalle il cameriere – tanto le mangerà qualcun altro sotto forma di polpettone”.

Le mamme di una volta al solo sentire la parola polpettone in ristorante ululavano di rabbia e chiamavano in causa le madri dei cuochi e dei camerieri, sostenendo che erano di facilissimi costumi. A casa no, perché “non si butta via niente”. Mah, dicotomie domestiche sulle quali qualche antropologo approfondirà nei secoli a venire.

Ecco, dimenticate tutto questo.

Se siete seduti al ristorante e il cameriere vi propone una vagonata di polpette tutte diverse, dolci compresi, fidatevi di lui e lasciatevi imbottire di polpette. Perché vuol dire che siete a Rumori Strani! Si tratta di due locali, uno a Padova in via Beato Pellegrino e uno a Treviso, dove le polpette sono di casa. Certo, si trova anche dell’altro – panini, fritti e sfurizzi vari – ma ai Rumori Strani si va per mangiare le polpette.

Tante polpette.

Pure troppe.

Pesce, carne e verdure accontentano anche i palati più esigenti, e le salse che vengono proposte in abbinamento alle polpette sono davvero da leccarsi i baffi.

Qualche esempio?

La polpetta al baccalà, veneta che più veneta non si può, va a braccetto con la Becca Pig: maiale, salsiccia, uova, pane, paprika, basilico, provola e salamino piccante. La Bolognese omaggia la mortadella emiliana e la Fiore porta con se cavolfiori, patate, olive taggiasche, capperi, uvetta, latte di soia e farina di semola. Ce n’è una al tonno – la trovate sotto il titolo “Pinne Gialle” – una al cous cous con la verdura e una con patate, gorgonzola e piselli. Da urlo l’abbinamento fra melanzane e menta fresca, mentre la Veggy strizza l’occhio ai puristi con soia, cipolla rossa,carote, patate, pomodoro, rucola, latte di soia, alloro, paprika e timo.

E non è mica finita qui: la scelta è davvero oceanica e non c’è il rischio di alzarsi da tavola con quel languorino che ti fa rimpiangere di non aver ordinato un bis. Ah, dimenticavo. Anche i dolci sono polpettosi.

Ai Rumori Strani si torna bambini, su questo non ci piove, e lo scambio di polpette fra commensali è un gioco al quale non ci si può sottrarre. Una gran bella idea per una serata diversa dal solito.

Poi, quando tornate a casa, non ditelo a mammà.

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