L’eco dei campanacci

Guardate bene la foto di questo articolo, prima di continuare a leggere.

Monte Cornetto

Vista, osservata, studiata?

Ottimo: questo è quel che succede quando l’uomo abbandona la montagna. Queste quattro pietre e una manciata di travi mangiate dall’umidità sono quello che rimane della grande stalla del monte Cornetto, nelle dolomiti Friulane.

Fino alla metà del secolo scorso su quei prati pascolavano vacche e capre, e si sfalciava l’erba dove ora il bosco fa un passo in avanti ogni volta che finisce il valzer delle stagioni. L’ultimo malgaro, uno dei Frambol, è tornato alla terra da tanto tempo e più nessuno si è preso cura della stalla.

Le cose cambiano e la catena del latte si è interrotta in molte zone delle dolomiti. Da qualche parte funziona e le malghe hanno ancora le spalle larghe, ma molte montagne come il Cornetto hanno dimenticato il suono dei campanacci e il profumo della legna che arde sotto i calderoni pieni di latte appena munto.
Ogni volta che addentiamo una sottiletta un pezzo di quella vecchia stalla viene giù. Pensateci la prossima volta che vi trovate a scegliere cosa mangiare.

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